Anemia Mediterranea Cura

Trattamento e cura dell’anemia mediterranea

Anemia mediterranea minore, intermedia e major hanno sintomi di pericolosità differenti e pertanto richiedono cure e trattamenti differenti.
Il trattamento più utilizzato per le anemie è costituito dalla trasfusione di sangue da un donatore sano. La quantità e la durata dei cicli di trasfusione viene stabilita dal medico in relazione alla gravità della Talassemia e alla quantità di ferro libero in circolo nell’organismo. I talassemici minori non devono invece subire trasfusioni di sangue ed hanno sicuramente un approccio molto più blando alle cure, visto che la gravità di quest’ultima versione della malattia non è così grave ed invalidante.

In genere i soggetti talassemici dovrebbero seguire dei ritmi di vita regolari, a partire dal rispetto di una dieta equilibrata che riduca la quantità di ferro di provenienza animale. Una delle principali conseguenze dell’anemia mediterranea è infatti il sovraccarico di ferro nell’organismo. Esso viene lasciato in circolo nell’organismo dai globuli rossi morti precocemente e si accumula nel tempo per le frequenti trasfusioni. Il trattamento per l’anemia mediterranea maggiore prevede molto spesso integrazioni di acido folico nella dieta. Se nonostante queste precauzioni i livelli di ferro dovessero rimanere alti, potrebbe essere necessario far ricorso alla terapia chelante per ridurre i rischi.

anemia mediterranea

Cos’è la terapia chelante?

Un agente chelante è una sostanza chimica in grado di chelare – cioè rastrellare – i metalli e le tossine in eccesso nell’organismo. Nel caso dei beta talassemici quindi il ferro. Il ferrochelante più utilizzato è l’acido etilendiamminicotetracetico (EDTA) che negli Stati Uniti è adoperato da oltre 40 anni. La terapia chelante viene praticata in particolar modo per l’avvelenamento da piombo e in generale per le gravi intossicazioni. Il farmaco va somministrato per via sottocutanea tramite microinfusore nei tempi indicati dal medico (in genere circa 12 ore al giorno). Attualmente sono in fase di studio farmaci chelanti orali che renderanno certamente la terapia meno pesante per il paziente.  Gli agenti chelanti non riconoscono le sostanze “utili” e potrebbero chelare anche esse, rendendo obbligatorio un reintegro. Inoltre la loro espulsione avviene mediante l’urina, pertanto i reni sono chiamati a un lavoro di straordinari.

I soggetti con talassemia minor non devono essere trasfusi e possono condurre uno stile di vita normale. I principali accorgimenti da osservare riguardano la dieta, che dovrebbe limitare tutti quegli alimenti ricchi di ferro animale, come il fegato, le frattaglie, le cozze. Una buona abitudine è quella di accompagnare i pasti con una tazza di te’ al fine di ridurre l’assorbimento del minerale. Per chi soffre di anemia mediterranea di livello intermedio invece sarà il medico, dopo aver valutato il caso specifico, a suggerire il trattamento per la talassemia intermedia. Il medico in genere potrebbe decidere di sottoporre il soggetto a trasfusioni solamente quando i livelli di emoglobina scenderanno sotto una certa soglia. Altre volte prescriverà un ciclo di trasfusioni per un determinato periodo di tempo, con l’obiettivo di rivalutare la situazione al termine della cura.
La strategia da seguire è strettamente legata alle condizioni di salute del talassemico e al rapporto fra ferro ed emoglobina nell’organismo; per questo motivo i controlli medici dovranno comunque essere rispettati nei tempi indicati dallo specialista. Di fondamentale importanza nel trattamento delle forme talassemiche intermedie è che i livelli di emoglobina non scendano mai al di sotto di una soglia minima considerata a rischio.

I bambini con anemia mediterranea risultano in salute fino al primo anno di vita, poiché dotati di un particolare tipo di emoglobina caratteristico del feto e dei neonati. L’emoglobina difettosa viene prodotta con l’avanzare dell’età, e insieme ad essa compaiono i primi sintomi e l’esigenza di un trattamento che li contrasti e scongiuri la morte del piccolo paziente.
Sebbene nei soggetti con anemia mediterranea cronica il sovraccarico di ferro libero sia elevato, l’organismo necessita comunque di trasfusioni croniche.
Il bambino a cui è stata diagnosticata la talassemia maggiore dovrà abituarsi ben presto alle continue trasfusioni di sangue. Il compito dei genitori è arduo, ma con pazienza il piccolo talassemico imparerà a vedere nel dottore e nella puntura non una punizione ma un sistema per stare meglio.



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